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Re Mida: Lazza quando parla è oro

“Unire classica e Hip Hop è quello che mi viene più naturale ed è anche quello che lascia a bocca aperta chi mi ascolta. È questa la mia forza.”

È nato nella zona 4 di Milano – quella che gravita attorno a Piazzale Lodi – , ha vinto la sua prima battle a dodici anni, in tasca un diploma al Conservatorio Verdi e sul polpaccio un tatuaggio col volto di Chopin. Quella di Lazza è una proposta musicale che parte dalla classica e arriva all’Hip Hop come racconta anche il nuovo album.

A pochi giorni dall’uscita del suo primo progetto da solista, dopo Zzala, interamente concepito insieme a Low Kidd, Lazza non delude le aspettative creando un prodotto di qualità, frutto di un lavoro certosino della tecnica, ponendo l’autore di Lario come uno dei massimi esempi della scuola milanese al momento.
Dalle street battle in compagnia di vecchie giovani leve come Giaime, prossimo anche lui all’uscita di un album molto atteso dai fan, e la crescita all’interno del contesto della Machete Crew e della 333 Mob formata assieme a Low Kidd e Slait, Lazza ha cercato continuamente di migliorare il proprio stile dando una particolare importanza alla lirica dei propri testi. Ha continuato negl’anni a misurarsi sempre con pesi massimi del panorama nazionale, portando la propria tecnica affianco a quella di nomi come Guè e Fibra, che compaiono nell’album, e che già da tempo l’hanno indicato come un predestinato.

Certamente lo studio di un strumento come il pianoforte, che ha portato avanti fin da piccolo, mette in stretta relazione la sua capacità di scrittura con una premura particolare per le basi che anche qui vedono la mano di Low Kidd. Il progetto Re Mida è stato presentato con una listening session, questo la dice già lunga su una concezione del proprio lavoro che va a guardare direttamente oltreoceano, evento durante il quale Lazza non solo ha dato lustro alla copertina, un altro capolavoro del genio grafico di Moab, ma si è aperto anche al pubblico raccontando come si sia voluta alzare l’asticella partendo dalla scelta stessa del titolo: Re Mida.

Un titolo che vuole essere un richiamo ad una vita da numero uno e a tanti cliché materialistici che ormai purtroppo o per fortuna sono alla base degl’ingredienti per il successo. Ma la particolarità di Lazza sta in questa sua capacità di legare classica ed Hip Hop in un connubio sinfonico costruito ad arte. La title track è un manifesto della concezione di Lazza riguardo la sua vita e il rap-game, per uno definito “l’erede naturale di Guè”, non può che esserci una massiccia dose di consapevolezza e un po di sano zarrismo per far sentire la propria superiorità nella giungla di Milano. Forse è proprio questo che differisce con il resto della scuola uscita da Milano e provincia come i vari Sfera o Rkomi, la volontà di uscire da suoni più vicini al Lol rap e dalle atmosfere volte all’indie, ma seguire strumentali più legate al classic Hip Hop con una certa attenzione nel restare comunque al passo coi tempi.

La scelta dei featuring rimarca l’essere legato tuttora alle amicizie con cui è cresciuto umanamente e musicalmente e così ritroviamo brani come Catrame in collaborazione con Tedua e Cazal che vede la partecipazione di Izi. Luche accompagna il rapper milanese sulla base di Iride e la sua scelta non è dettata dalle sole logiche che fanno del genio di Marianella uno dei principali esponenti del genere al momento, ma anzi Lazza sottolinea quanto la sua attitudine sia stata per lui fonte di ispirazione. Guè è stato definito più volte suo padre putatativo dal punto di vista artistico, colui che più l’ha influenzato e che la critica rivede nell’astro nascente della 333 Mob. Lazza impone una visione dorata del suo immaginario e con la sana presunzione che lo contraddistingue è consapevole di aver rilasciato un lavoro di qualità come testimoniano gli stream di Spotify già alle stelle. Re Mida si afferma come uno dei lavori migliori rilasciati in questo 2019 nel panorama italiano.

Piermichele Vergara

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Alaia Antonio, nato il 2 maggio 1998.
Studente di lettere moderne, attore nella compagnia teatrale "Schultz" di Napoli, redattore presso il magazine "La Testata" e collaboratore di "Trvppinaples"

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Rebecca Grosso, nata a Napoli il 26 maggio 2000. Redattrice scientifica presso il magazine online "La Testata" e collaboratrice per TRVPPINAPLES.

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Carlotta Maschio nasce a Napoli nel 1994 sotto il segno del capricorno. Si laurea in Lettere Moderne presso la Federico Secondo di Napoli, dopo aver conseguito il diploma liceale socio-psico-pedagogico. Attualmente è già redattrice presso il magazine online “La Testata” e presso il magazine online “Neomag”. Si occupa principalmente di costume e moda. Aspira ad ottenere il ruolo di direttrice presso Vogue Us.

Piermichele Vergara

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Fulvio Mele

Classe '96, laureato in Sociologia alla Federico II di Napoli, scrive per Informare, magazine di promozione socio-culturale, dal 2013.
Per Informare è stato anche vicedirettore dal 2016 al 2018.
Giornalista pubblicista da Marzo 2016.