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“ONEPOINTFIVE”: le due facce del successo che ha cambiato Aminé

A più di un anno da “Good for You”, Aminé pubblica a sorpresa “ONEPOINTFIVE”. Un progetto di difficile classificazione, che si differenzia molto dal suo album d’esordio. Non si tratta di un disco ufficiale, né di una semplice raccolta di pezzi, ma, come lo ha definito lo stesso Aminé, di un “EP/LP/Mixtape/Album”, arricchito dalle collaborazioni di G Herbo, Gunna e Rico Nasty.

Liberato da tutte le etichette del caso, “ONEPOINTFIVE” si configura come l’inizio di una nuova esperienza musicale per il rapper di Portland. La sua vita è cambiata e con essa anche la sua musica. La gioia e la positività di “Good for You” sono ormai un lontano ricordo. Lo si può intuire già dalle produzioni, curate quasi totalmente da Pasqué, Tee-Watt e dallo stesso Aminé, che in molti brani riprendono le sonorità tipiche della trap, con 808 e bassi distorti a far da padrone. Nonostante un sound molto diverso rispetto al passato, la qualità delle produzioni resta altissima, a riprova dell’estro e della creatività dell’artista. Ciò che, però, stupisce maggiormente di “ONEPOINTFIVE” è il cambiamento nelle tematiche e nello stile delle liriche.
La ricchezza ed il successo raggiunto da Aminé divengono gli argomenti principali di diversi brani, come “HICCUP”, “CHINGY” e “REEL IT IN”, il cui video (https://youtu.be/QIwWYXJbxGY) è un vero e proprio statement di questo cambiamento. Nonostante i continui riferimenti al lusso e alla fama, però, il rap di Aminé non perde la sua valenza comunicativa e offre numerosi spunti di riflessione.
Il successo e la ricchezza non sono sinonimi di felicità, ma presentano spesso più ombre che luci. La sovraesposizione mediatica porta con sé pericolose schiere di “goldiggers” e di “haters” dalle quali è meglio tenersi alla larga, come ci racconta in “SUGRAPARENTS” e “STFU2”. Ma la riflessione di Aminé sulla fama non si ferma qui. L’artista analizza l’altra faccia del successo, quella più nascosta e personale. In “WHY?”, Aminé ci parla dello stress e della depressione che fanno da corollario alla sua fama, trasformando i suoi interrogativi in quella che è una vera e propria richiesta d’aiuto: “I need love, I’m depressed, I’m a fool, I’m a mess”.
Il bisogno d’amore ritorna spesso all’interno del disco; in brani come “SHINE” e “RATCHET SATURN GIRL”, l’artista della CLBN racconta il suo difficile percorso alla ricerca del tanto agognato amore, l’unica fonte della vera felicità. Dinanzi all’impossibilità di trovare l’amore che lo faccia sentire vivo, Aminé lascia spazio ai ricordi. Così in “TOGETHER”, ci racconta in maniera malinconica del suo primo amore e dei suoi errori passati. Aminé rivive con nostalgia quella relazione fatta di amore puro e sentimenti veri, con la flebile speranza di poter rimediare ai suoi errori.
Il punto più alto di questa malinconica riflessione sulla vita e sull’amore è, però, raggiunto nella prima traccia del disco. “DR. WHOEVER” è un intro atipico, come ci spiega lo stesso Aminé nel ritornello: “These intros ain’t meant to be bangers, they meant for you and me, so we’ll never end up as strangers”. L’artista mette da parte la fama ed il materialismo e si abbandona alla più personale delle confessioni. Nello studio del fittizio “Dr. Whoever”, che l’artista identifica con ciascuno dei suoi ascoltatori, Aminé interpreta il ruolo del paziente che, in preda alle ansie e alla depressione, racconta a cuore aperto i suoi dubbi e problemi al dottore. Questa traccia ci mostra la parte più vera di Aminé, che, senza peli sulla lingua, apre la sua mente ed il suo cuore a ciascuno dei suoi ascoltatori. Suicidio, infelicità, famiglia, amore, ego: il racconto di Aminé è un dipinto in chiaroscuro della sua personalità.
“ONEPOINTFIVE” è il racconto della nuova vita di Aminé; un progetto atipico che nasce dal cambiamento e si pone l’obiettivo di estendere gli orizzonti musicali dell’artista. Il primo passo per un nuovo e interessantissimo viaggio, privo di etichette di genere e con la creatività e la genialità come unica costante.

Mario Giangrande

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Alaia Antonio, nato il 2 maggio 1998.
Studente di lettere moderne, attore nella compagnia teatrale "Schultz" di Napoli, redattore presso il magazine "La Testata" e collaboratore di "Trvppinaples"

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Carlotta Maschio nasce a Napoli nel 1994 sotto il segno del capricorno. Si laurea in Lettere Moderne presso la Federico Secondo di Napoli, dopo aver conseguito il diploma liceale socio-psico-pedagogico. Attualmente è già redattrice presso il magazine online “La Testata” e presso il magazine online “Neomag”. Si occupa principalmente di costume e moda. Aspira ad ottenere il ruolo di direttrice presso Vogue Us.

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Fulvio Mele

Classe '96, laureato in Sociologia alla Federico II di Napoli, scrive per Informare, magazine di promozione socio-culturale, dal 2013.
Per Informare è stato anche vicedirettore dal 2016 al 2018.
Giornalista pubblicista da Marzo 2016.