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Come Mac Miller ha preannunciato la sua morte

È morto all’età di 26 anni Mac Miller.

Malcolm James McCormick l’hip hop ce l’aveva nel sangue. Il videoclip di Best Day Ever, canzone del 2011 con cui molti lo abbiamo conosciuto, si apriva con una registrazione in VHS di lui a 8 anni cantare Rapper’s Delight, il famoso brano de The Sugarhill Gang, segno di una naturale predisposizione verso questo genere.

Proprio nel 2011 arriva il grande successo con l’album Blue Slide Park.

Oggi il suo corpo è stato ritrovato senza vita nella sua casa di San Fernando Valley, a causa di un’overdose.

Questo è il fatto.

Ma che cosa c’è dietro questa morte?

I rumors parlano di una forte depressione a causa della relazione in crisi con la famosa cantante Ariana Grande. Questo è probabile. Senza dubbio Mac Miller aveva una grande dipendenza dalle droghe e forse una grande fetta di questa depressione era dovuta all’incapacità

di lottare contro l’enorme problema.

Di solito una morte di overdose è accidentale, non voluta. La mia personale sensazione, è che questa volta si tratti di un vero e proprio suicidio.

Non pensate sia un giudizio affrettato, cerchiamo piuttosto di riflettere insieme.

Poco più di un mese fa era tornato alla ribalta con un suggestivo video del suo brano Self Care, estratto dell’ultimo album Swimming, pubblicato lo scorso 3 agosto. Nel video, con un chiaro riferimento al film Kill Bill, Mac si trova vivo in una… tomba. Vi ricorda per caso qualche rapper morto di recente?

Ma torniamo a noi. All’inizio sembra calmo, si accende addirittura una sigaretta. Poi, aiutandosi con una torcia intaglia una scritta in latino sul legno della tomba “Memento Mori”, ossia “Ricorda che devi morire”. Cambia il tono della canzone e lui esce dal terreno. Un’esplosione e il suo corpo vola via in slow motion.

Il testo della canzone non è per niente banale o a caso: “Swear the height be too tall so like September I fall (down, down)”. Oppure “Somebody save me from myself, yeah

Tell them they can take that bullshit elsewhere

Self care, we gonna be good”. E per concludere la parola più ripetuta “Oblivion”, inteso come stato di incoscienza di ció che realmente accade intorno.

E se tutto questo vi possa sembrare pure coincidenza allora darei uno sguardo alle sue ultime instagram stories pubblicate poche ore prima della sua morte: un 45giri suona So It Goes, l’ultimo brano di Swimming, che ricordo essere l’ultimo album.

Giá, sempre in Self Care aveva annunciato “Let’s go back to my crib and play some 45’s”.

In So It Goes ribadisce alla fine

“My god, it go on and on

Just like a circle, I go back to where I’m from”.

SO IT GOES…

COSÌ VA!

di Fulvio Mele

Fulvio Mele

Classe '96, laureato in Sociologia alla Federico II di Napoli, scrive per Informare, magazine di promozione socio-culturale, dal 2013.
Per Informare è stato anche vicedirettore dal 2016 al 2018.
Giornalista pubblicista da Marzo 2016.

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Alaia Antonio, nato il 2 maggio 1998.
Studente di lettere moderne, attore nella compagnia teatrale "Schultz" di Napoli, redattore presso il magazine "La Testata" e collaboratore di "Trvppinaples"

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Classe '96, laureato in Sociologia alla Federico II di Napoli, scrive per Informare, magazine di promozione socio-culturale, dal 2013.
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