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Post Malone a Roma: il racconto dell’evento

Post Malone a Roma, report di uno dei live più attesi dell’anno.
A una settimana dal suo unico concerto in Italia, il racconto dell’evento..

Post Malone a Roma, report di uno dei live più attesi dell’anno
A una settimana dal suo unico concerto in Italia, il racconto dell’evento. C’è vento di cambiamento in Italia. Dopo anni, infatti, anche il nostro paese sta ospitando i concerti delle star più famose del rap americano. Prima è stato il turno degli osannati live di Eminem a Milano e dell’OTR II Tour di Jay-Z e Beyoncè a Roma e Milano, poi è toccato a Post Malone. Il 10 luglio, infatti, l’artista originario di Syracuse si è esibito a Roma in occasione dell’annuale rassegna del “Rock in Roma”. La location dell’Ippodromo delle Capannelle ha ospitato il primo nonché unico live italiano dell’artista, impegnato nel tour di presentazione del suo secondo album “beerbongs & bentleys”.

Lo spettacolo a Roma, però, è iniziato già prima dell’esibizione di Post Malone. Il suo show, infatti, è stato anticipato da 2 aperture, entrambe molto particolari e apprezzate dal pubblico. Alle 21:00, ha aperto le danze la Dark Polo Gang. Il gruppo capitolino, ormai un trio, dopo la separazione da Side, ha infammiato il pubblico con le sue hit come “Sportswear” e “British”, un vero e proprio cult specialmente fra i più giovani. Subito dopo la DPG, è stato il turno di SAINt JHN, rapper di Brooklyn che ha stupito tutti fra il pubblico. L’artista newyorkese, nonostante la diffidenza iniziale degli spettatori, molti dei quali non si aspettavano la sua esibizione, è riuscito a conquistare i presenti grazie ad una straordinaria abilità scenica e canora. SAINt JHN riesce ad alternare strofe rappate a ritornelli cantati con una facilità disarmante, anche quando, a causa di problemi tecnici, è costretto a cantare “a cappella”. La sua energia è contagiosa e riesce ad infiammare il pubblico, davvero intusiasta dopo i 30 minuti del suo live.

Tutti, però, sono lì per un motivo ben preciso. Tutti sono lì per Post Malone. Passano i minuti ed i 12.000 presenti cominciano ad essere sempre più impazienti, finchè alle 22:45 arriva il momento più atteso. Sul palco, completamente sgombro, fa il suo ingresso Post Malone, con la sua fedelissima birra alla spina. Senza proferire alcun discorso di circostanza, l’artista lascia che sia la sua musica a parlare per lui. Tale scelta si rivela fin da subito azzeccata, dopo pochi istanti, infatti, tutto il pubblico è trasportato dall’energia e dalla musica di Post. “Too Young”, che apre il concerto, diventa un coro unico, come se ci fosse un filo immaginario ad unire l’artista sul palco ed il pubblico in platea.

https://www.youtube.com/watch?v=615gvPsDknA

La voce rauca e quasi “sofferente” dell’artista risuona con una forza indescrivibile fra gli spettatori, totalmente in visibilio e quasi travolti dalle emozioni del live. Il calore del pubblico contagia anche Post Malone che, dopo “Better Now” e “No Option”, incalzato dai cori in suo onore, si lascia scappare un emozionato “I fucking love you motherfuckers” prima di riprendere a cantare. La scaletta alterna le hit di “Stoney” a quelle di “beerbongs & bentleys”, e stupisce la quantità di pezzi di successo sfornati dal nostro Austin, con soli 2 album all’attivo.

La sua voce va di pari passo con quella del pubblico, attitvissimo per tutta la durata del live e totalmente scatenato quando è il turno di brani come “Psycho” e “Candy Paint”. Quasi commovente, invece, è l’esecuzione di “I Fall Apart”, una delle canzoni più personali di Post, accompagnata da una dedica tutt’altro che romantica alla “bitch” che gli ha spezzato il cuore.

https://www.youtube.com/watch?v=_s0XIG0rRl8

Il pezzo dà il via ad una sequenza di brani dal sound molto più “moody” e dalle tematiche molto più intime. Tali brani aumentano moltissimo il trasporto emozionale del pubblico, che raggiunge il suo apice quando Post imbraccia una chitarra per eseguire dei pezzi in acustico. Parte con “Feeling Whitney”, ma è quando sta per eseguire “Stay” che viene a crearsi un momento magico. Attirato dal cartellone di un fan che riportava la scritta “Can I play Stay?“, Post decide di far salire sul palco il fan in questione (un ragazzo di nome Giuseppe) e dopo aver messo alla prova le sue abilità alla chitarra, esegue il brano insieme a lui. Un momento unico che si merita l’ovazione (ed anche qualche lacrima di commozione) da parte del pubblico.

https://www.youtube.com/watch?v=wYHllyeZG0w

Messa da parte la chitarra ed avvicinandosi il finale, Post decide di alzare l’asticella. Parte con “Go Flex”, un inno al divertimento e alla bella vita che coinvolge tutto il pubblico presente, per poi passare a “Rockstar”. L’energia che accompagna il brano e l’esecuzione di quest’ultimo sono degne di una vera rockstar e, proprio come una rockstar, alla fine della canzone Post prende una chitarra elettrica (presente sullo stage dall’inizio del concerto e mai utilizzata) e la spacca sul palco, mandandola in frantumi. Un gesto iconico con il quale Post Malone, richiamando i grandi della musica Rock, vuole legittimare il suo status di rockstar della nostra generazione.

https://www.youtube.com/watch?v=_pcTJodHQ78

Si riprende poi con “White Iverson”, il primo grande successo dell’artista, nonché uno dei brani più apprezzati. Dopo questo ritorno alle origini, è il momento dell’ultima canzone del live: “Congratulations”. Introdotta da un discorso motivazionale e da un perentorio “You can do all the fuck you want”, “Congratulations” è la chiusura perfetta per un live del genere. Il pubblico la canta a squarciagola ed è tangibile come il live sia riuscito a coinvolgere tutti i presenti.

https://www.youtube.com/watch?v=reJxGSNV2vU

Dopo 16 canzoni e circa 1 ora e 20 di live, il concerto volge al termine. Post Malone lascia il palco fra gli applausi scroscianti del pubblico estasiato. Si conclude così un momento unico e, a suo modo, storico per la musica rap in Italia. Il concerto di Post Malone al Rock in Roma è stato un successo, confermando come il nostro paese sia finalmente in grado di ospitare eventi del genere. Un live di livello altissimo, come solo le rockstar sanno fare, e Post Malone, essendo la rockstar della nostra generazione, non ha deluso le aspettative.

Mario Giangrande

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Alaia Antonio, nato il 2 maggio 1998.
Studente di lettere moderne, attore nella compagnia teatrale "Schultz" di Napoli, redattore presso il magazine "La Testata" e collaboratore di "Trvppinaples"

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Rebecca Grosso, nata a Napoli il 26 maggio 2000. Redattrice scientifica presso il magazine online "La Testata" e collaboratrice per TRVPPINAPLES.

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Carlotta Maschio nasce a Napoli nel 1994 sotto il segno del capricorno. Si laurea in Lettere Moderne presso la Federico Secondo di Napoli, dopo aver conseguito il diploma liceale socio-psico-pedagogico. Attualmente è già redattrice presso il magazine online “La Testata” e presso il magazine online “Neomag”. Si occupa principalmente di costume e moda. Aspira ad ottenere il ruolo di direttrice presso Vogue Us.

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Fulvio Mele

Classe '96, laureato in Sociologia alla Federico II di Napoli, scrive per Informare, magazine di promozione socio-culturale, dal 2013.
Per Informare è stato anche vicedirettore dal 2016 al 2018.
Giornalista pubblicista da Marzo 2016.