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SAD!: analisi dell’ultimo video di XXXTentacion

SAD!: analisi dell’ultimo video di XXXTentacion

E’ stato pubblicato ieri ed è già primo in tendenza su Youtube, il video clip di SAD!, il singolo di XXXTentacion, uscito già tre mesi fa ad anticipare l’ultimo album “?”.

Se nel precedente articolo “Cosa ci ha lasciato XXXTentacion?”, avevo immaginato un tentativo di cambiamento da parte del giovanissimo rapper statunitense, interrotto a causa della sua prematura morte, questo video è la dimostrazione che questa tesi era giusta.

Ma andiamo per ordine ed analizziamo il video.

Il buio. Due occhi verdi nella completa oscurità. Un brusio, una voce incomprensibile. Compaiono dei sottotitoli: “Ciao il mio nome è Gekyume. Come ti chiami? Quanti anni hai? Perché stai vedendo questo video? Hmmm…ok”. C’è un’autentica interazione con lo spettatore. Gli occhi sono presumibilmente quelli di Janseh (vero nome dell’artista). E’ Gekyume a parlare a Janseh, che in un certo senso rappresenta tutti noi spettatori.

G-E-K-Y-U-M-E: una parola inventata da X, per definire uno “stato differente”, una sorta di livello successivo di consapevolezza e conoscimento, uno stato mentale ultimo. Ma impareremo a conoscerlo in questo video.

Stacca la prima scena e ci troviamo in chiesa. Intanto i sottotitoli continuano a scorrere. “Perché ami? Perché odi? Qual è il tuo gruppo sanguigno? Data e luogo di nascita?” intanto Janseh percorre la navata centrale della chiesa. Presto capiamo che siamo al suo stesso funerale. Ma non è l’X che conosciamo attualmente, ma il vecchio X, quello cinico e malvagio. Janseh resta a guardare la tomba, con un senso di orgoglio. La voce ci spiega che ora ci troviamo nel “suo” mondo, in un pezzo di coscienza. Ora siamo in un luogo scuro. Gekyume, sembra un demone, è in piedi e parla a Janseh. In realtà è l’incarnazione del bene. Un’originale rappresentazione di un Dio più interiore che onnipotente. Gli spiega che il mondo ha bisogno di cambiare, che si deve amare e non distruggere (non mi dilungherò nella traduzione letteraria di tutte le frasi, ci sarebbe troppo da dire). Si torna in chiesa dove eravamo rimasti, davanti alla bara. Parte la canzone e pare la lotta tra il vecchio e improvvisamente resuscitato X e il nuovo (quello che è appena stato a colloquio con Gekyume). Il nuovo Janseh ha nettamente la meglio. Arrivano a lottare anche fuori a chiesa, in una classica rissa da ghetto. Si interrompe il tutto nuovamente e ci troviamo di nuovo da Gekyume. “Non ti capiscono. Non hai paura? Usa il potere della tua mente”, gli dice. Janseh sta combattendo contro il vecchio sé con il corpo, viene redarguito dal saggio e giusto Gekyume. Allora deve usare l’amore, l’unica vera arma per sconfiggere il vecchio Sé, bastardo e pieno di odio. Torniamo nel ghetto e Janseh sbatte il vecchio X da una parte all’altra senza usare neanche le mani, solo con la forza del pensiero.

Janseh ce l’ha fatta. Ha vinto. Il suo “Io malvagio” giace a Terra. Lo sfondo ora è bianco. Ribaltato tutto. La luce ha battuta le tenebre. Volano due biglietti. Su uno c’era scritto “La voglio tutta per me” – in riferimento alla sua ossessione per la sua Ex, scritto dal vecchio X. Sull’altro “le cose cambiano. Io sono cambiato. La fama è buona per me e per la mia famiglia”.

“Sei soddisfatto?” un’ultima domanda. Janseh in silenzio si alza di scatto, pronto ad iniziare una nuova vita. Finisce il video.

Fa rabbrividire pensarlo adesso morto per davvero. Chissà se la sua morte riuscisse a far arrivare ancor più vigorosamente i suoi messaggi alla testa della gente.

E se Janseh nella realtà non potrà mettere in pratica gli insegnamenti di Gekyume, quantomeno grazie (anche) a questo videoclip vivrà nella nostra mente solo la bella persona che era diventata. Vivrà per sempre il grande artista maledetto che era riuscito a cambiare l’odio con l’amore.

Fulvio Mele

Fulvio Mele

Classe '96, laureato in Sociologia alla Federico II di Napoli, scrive per Informare, magazine di promozione socio-culturale, dal 2013.
Per Informare è stato anche vicedirettore dal 2016 al 2018.
Giornalista pubblicista da Marzo 2016.

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Studente di lettere moderne, attore nella compagnia teatrale "Schultz" di Napoli, redattore presso il magazine "La Testata" e collaboratore di "Trvppinaples"

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